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Nelle strutture profit che perseguono come fine della gestione la realizzazione di un profitto e la
distribuzione di un utile all’azionista, il bilancio sociale è espressione diretta della Corporate
Social Responsability (Responsabilità Sociale di Impresa), intesa come attenzione anche a quei
soggetti portatori di interessi (e non solo di diritti) verso i quali l’impresa si sente di assolvere un
dovere fiduciario che va oltre l’obiettivo di creare valore per l’azionista, ma include anche quello
di creare valore sociale per l’intera comunità-società di riferimento.
Nella struttura non profit e in quella pubblica, invece, il bilancio sociale è espressione non della
Corporate Social Responsibility (CSR), ma di qualche cosa di diverso.
La struttura non profit, infatti, è nata per essere “socialmente utile”, ma non è così scontato che
sia anche “socialmente responsabile” e, pertanto, necessita non solo di rendicontazione sul che
cosa ha realizzato di sociale (i risultati ottenuti), ma anche sul come lo ha realizzato (comportamenti
organizzativi posti in essere).
Questo rendicontare sul cosa e sul come permette di legittimarsi agli occhi dalla propria comunità
di riferimento, raccogliere consenso e aggregare risorse, sia economiche come nel caso di
raccolta fondi (magari con agevolazioni fiscali), che umane attirando personale volontario.
Anche la struttura pubblica è responsabile socialmente per definizione e, quindi, non ha bisogno
di dimostrare quanto lo sia nei confronti del contesto economico sociale in cui è inserita, piuttosto
ha la necessità di rilegittimarsi agli occhi dell’opinione pubblica.
Infatti un tempo la pubblica amministrazione legittimava gli altri soggetti (cittadini, imprese,
strutture non profit) mentre oggi, per la combinazione di una serie di elementi politici, economici,
sociali e organizzativi, la Pubblica Amministrazione registra una profonda crisi di immagine
che le impone di ri-legittimare se stessa.
Il bilancio sociale delle pubbliche amministrazioni pertanto, può servire a misurare e comunicare
ai cittadini la ricaduta sociale degli interventi promossi sia da Enti Locali che da enti pubblici
economici o enti e organismi delle Regioni e dello Stato.
Una Pubblica amministrazione che voglia:
essere trasparente e legittimarsi presso l’opinione pubblica;
evitare l’autoreferenzialità, così come la cultura del confronto e della valutazione impone;
misurare e gestire grandezze fondamentali e intangibili, quali il consenso, come i più moderni canoni gestionali richiedono;
ispirare la propria gestione alla comunicazione, all’informazione non solo verso gli enti vigilanti, ma anche e soprattutto nei confronti di tutti coloro che hanno interesse alla sua attività;
non può che migrare da un bilancio tradizionale e arido delle cifre verso un bilancio sociale che
misuri la ricaduta sociale della propria attività istituzionale.
Tuttavia, gli elementi che spingono le pubbliche amministrazioni verso l’adozione di strumenti
di gestione e di rendicontazione quali il bilancio sociale, non sono né l’orientamento alla Csr
come per le aziende profit, né l’esigenza di raccogliere fondi e legittimarsi presso la società civile
che muove le aziende non profit.
È la necessità di ri-legittimarsi e di mettere il cittadino al centro dell’attenzione della gestione
come le riforme degli ultimi anni hanno imposto.
Poichè la struttura pubblica è responsabile per definizione, nell’espressione Responsabilità
Sociale il termine responsabilità deve essere sostituito con il concetto di Accountability (rendere
conto).
Così la nuova filosofia, destinata a dominare i prossimi anni come un nuovo orientamento
gestionale della Pubblica amministrazione, può essere definita: Rendicontazione Sociale
Pubblica (RSP), che ha nel bilancio sociale, o meglio nel bilancio di ricaduta sociale lo strumento
principale di rendicontazione.
Gli elementi che spingono verso l’adozione della Rendicontazione Sociale Pubblica e la pubblicazione
di un bilancio di ricaduta sociale sono diversi : essi vanno dal concetto di accountability
intesa come diritto all’informazione, all’esigenza di rendere conto ai cittadini dei fatti della
pubblica amministrazione, all’esigenza di porre il cittadino al centro del processo amministrativo.
Ciò che serve è fondare una relazione permanente e costruttiva con i vari stakeholder basata su
fatti, indicatori di performance, possibilmente condivisi.
Per questi motivi l’Azienda Sanitaria Locale e i Comuni di Alba e Bra si stavano autonomamente
orientando verso la realizzazione del bilancio sociale, ma nello scambio delle esperienze, è
maturata la convinzione che fosse possibile, in questo territorio presentare un bilancio sociale
comune che rendesse conto dell’attività dei tre Enti.
In questo territorio la pubblica amministrazione è percepita non solo come efficiente nella
gestione delle risorse ma anche particolarmente attenta ad ogni innovazione che consenta di
migliorare i servizi resi ai cittadini. Il bilancio sociale assume, quindi, la veste di una naturale
estensione di un processo di comunicazione tradizionalmente fluido e trasparente fra gli enti pubblici
e la popolazione servita.
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